Il caffè viene consumato come bevanda in Occidente da circa 300 anni, ma la scoperta delle sue doti in Oriente si perde nella leggenda.
Si racconta che un pastore yemenita abbia notato l’effetto stimolante di questa pianta, guardando le sue pecore eccitate ed irrequiete dopo aver brucato alcune bacche rosse.

Ed ancora, sembra che, intorno al 1000 d.C., il famoso medico arabo Avicenna somministrasse il caffè ai suoi pazienti come ricostituente. Una cosa è certa però, la pianta del caffè ha origine nella regione etiopica di Kaffa, dalla quale, in seguito, si diffuse in Egitto e in Arabia. Dalla regione di Kaffa potrebbe trarre origine la parola caffè, ma discordi sono le opinioni al riguardo. La radice etimologica di caffè può essere ricercata nella parola araba kàwek, che significa eccitante.

Gusto

Da secoli l’uomo trae piacere dal caffè, dal suo gusto pieno e dall’aroma ricco e fragrante, che producono un effetto dolcemente stimolante.
Tutti i sensi vengono coinvolti nell’ingerire una tazza di caffè: il gusto, l’olfatto, il tatto si risvegliano e si esaltano dandoci una sensazione di carica e di vitalità.
La maggior parte delle persone pensa, però, che questa proprietà del caffè sia legata esclusivamente al contenuto di caffeina, una sostanza stimolante, che agisce sul sistema nervoso con effetti negativi sulla salute, ma solo se si supera la quantità ammissibile per il nostro organismo.